Eliminata l’azione di restituzione e superato il coacervo: tutte le novità sulla legittima e sulle donazioni
Il Disegno di legge Semplificazioni 2025 introduce una revisione profonda della disciplina successoria, con effetti rilevanti su legittimari, donatari, circolazione dei beni e operazioni immobiliari che coinvolgono donazioni pregresse.
L’intervento legislativo elimina due pilastri tradizionali:
- l’azione di restituzione,
- il coacervo delle donazioni.
Si tratta di modifiche attese da anni, destinate a incidere sensibilmente sia sulle tutele dei legittimari sia sulla certezza del mercato immobiliare.
- Addio all’azione di restituzione: cosa cambia davvero
Oggi, se un erede legittimario vede lesa la propria quota di legittima, può:
- agire in riduzione contro le disposizioni del defunto o le donazioni lesive;
- quando il bene donato non è più nel patrimonio del donatario, esercitare la restituzione contro i terzi acquirenti.
Con il nuovo testo, l’azione di restituzione viene completamente eliminata.
Cosa significa in pratica?
- L’erede legittimario potrà continuare ad agire in riduzione, ma non potrà più recuperare il bene passato a terzi.
- Non potrà neppure imporre al terzo il pagamento di somme equivalenti alla parte di legittima lesa.
- La tutela del legittimario diventa dunque solo obbligatoria (credito), non più reale (recupero del bene).
Perché questa scelta?
Il legislatore supera una delle principali criticità del sistema successorio italiano: i beni di provenienza donativa erano considerati “non sicuri” e spesso invendibili, perché gravati dal rischio di restituzione fino a 20 anni dalla donazione o 10 anni dalla morte del donante.
L’eliminazione dell’azione di restituzione porta quindi maggiore certezza della circolazione e riduce drasticamente le incertezze per acquirenti, banche e operatori.
- Addio al coacervo: la quota di legittima si calcola in modo diverso
Il coacervo prevedeva di sommarle tutte le donazioni effettuate in vita dal de cuius per calcolare la quota di legittima spettante agli eredi.
Questo meccanismo rendeva molto complesso:
- stabilire quanta parte fosse effettivamente disponibile;
- verificare se una donazione fosse lesiva;
- programmare la successione.
Il Ddl Semplificazioni abolisce integralmente il coacervo.
Come si calcolerà ora la legittima?
La legittima verrà determinata solo sulla base del patrimonio esistente al momento dell’apertura della successione, senza sommare tutte le donazioni pregresse.
Effetti immediati:
- Le donazioni fatte molti anni prima non entrano più nel calcolo.
- Il rischio di lesività si riduce sensibilmente.
- Aumenta la libertà di disporre in vita del proprio patrimonio.
- Diminuisce la possibilità per i legittimari di contestare donazioni molto datate.
- Cosa resta dell’azione di riduzione
L’azione di riduzione rimane, ma con confini molto più limitati.
- Il legittimario può ancora contestare donazioni lesive, solo se colpiscono il patrimonio attuale del defunto.
- Non potrà più rivolgersi contro terzi acquirenti dei beni donati.
- La riduzione avrà quindi un effetto puramente risarcitorio, determinando un credito a favore del legittimario.
Questo assetto avvicina il sistema successorio italiano a modelli europei più moderni e orientati alla certezza dei traffici giuridici.
- Impatto sulla circolazione immobiliare: un mercato più sicuro
La riforma risolve un problema che ha frenato per decenni le compravendite:
Un immobile di provenienza donativa poteva essere considerato “a rischio” per molti anni, perché potenzialmente soggetto a restituzione.
Con l’eliminazione dell’azione di restituzione:
- gli immobili donati diventano pienamente commerciabili;
- si riduce l’esigenza di polizze assicurative e cautele notarili;
- le banche sono più propense a concedere mutui su immobili provenienti da donazione.
È un cambiamento che incide positivamente su famiglie, costruttori, società immobiliari e sistema creditizio.
- Una riforma che cambia la logica della successione
In sintesi, il Ddl modifica il rapporto tra:
- tutela dei legittimari,
- libertà di disposizione del proprietario,
- certezza dei trasferimenti.
La protezione dei legittimari resta, ma diventa più “leggera”, più economica e meno invasiva.
Dall’altra parte, chi riceve o acquista beni donati gode di una sicurezza molto maggiore.
La riforma:
- abolisce l’azione di restituzione, eliminando un fattore di rischio per il mercato;
- supera il coacervo, semplificando il calcolo della legittima;
- ridefinisce l’azione di riduzione, che resta ma diventa meno aggressiva;
- favorisce la circolazione dei beni, soprattutto immobiliari;
- rafforza la libertà del disponente.
Si tratta di un passaggio normativo storico, che allinea il sistema successorio italiano alle esigenze attuali: certezza, semplificazione, rapidità e tutela degli operatori economici.