Collegio sindacale: più attenzione alla gestione dei rischi

Con la recente riforma del codice civile in materia di amministrazione e controlli, cambia in modo significativo il ruolo del collegio sindacale, che assume una responsabilità più concreta e incisiva nella valutazione dei rischi aziendali.

Non si tratta più solo di verificare il rispetto della legge, dello statuto o la correttezza amministrativa. Il focus si sposta anche sulla capacità dell’impresa di gestire i rischi in modo strutturato ed efficace.

Il collegio sindacale sarà quindi chiamato a valutare se l’azienda è in grado di:

  • individuare i rischi rilevanti;
  • misurarli in modo coerente;
  • monitorarli nel tempo;
  • gestirli con strumenti adeguati.

Anche nelle realtà meno strutturate, dove non esiste un vero e proprio ufficio di risk management, sarà comunque necessario chiarire chi si occupa di questi aspetti, con quali procedure e con quali flussi informativi.

Diventano quindi centrali elementi come la qualità della mappatura dei rischi, la tempestività delle informazioni agli amministratori e il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. In altre parole, l’attenzione si sposta dalla forma alla sostanza.

La riforma introduce anche un’estensione del ruolo del collegio sindacale in materia di compensi.

Oltre ai casi già previsti, sarà richiesto un parere anche sulla remunerazione dei componenti del comitato esecutivo, nelle società che ne prevedono la presenza. Questo rafforza il presidio sulla coerenza e sull’equilibrio delle politiche retributive.

Novità rilevanti anche sul fronte delle incompatibilità.

Da un lato, viene ampliato il concetto di relazione personale rilevante: non solo il matrimonio, ma anche la convivenza stabile tra sindaco e amministratore diventa causa di incompatibilità.

Dall’altro, viene ridotto il perimetro dei rapporti familiari che impediscono l’assunzione dell’incarico: il limite scende ai legami più stretti, rendendo meno restrittiva la disciplina rispetto al passato.

Le nuove regole si applicano in modo uniforme a tutti gli organi di controllo e si estendono anche ai rapporti con amministratori di società controllate, controllanti o appartenenti allo stesso gruppo.

Cosa significa per le imprese?

Il sistema dei controlli non è più visto come un adempimento formale, ma come uno strumento di governo.

Per le imprese, questo implica la necessità di:

  1. rafforzare i sistemi di gestione dei rischi;
  2. rendere più chiari ruoli e responsabilità;
  3. migliorare la qualità delle informazioni interne;
  4. strutturare processi in grado di intercettare tempestivamente criticità e segnali di crisi.

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