Investi in tecnologia e paghi meno tasse. Tutto sull’Iperammortamento 2026
Cosa prevede la norma e come accedere al beneficio
Un investimento da 1 milione di euro che, ai fini fiscali, vale 2,8 milioni. È quello che permette di ottenere l’Iperammortamento 2026, reintrodotto dalla Legge di Bilancio (L. 199/2025) per chi investe in beni tecnologici, digitali e rinnovabili.
Il risparmio fiscale complessivo, in questo caso, è di 432.000 euro — distribuito negli anni di ammortamento del bene.
Come funziona la maggiorazione
La misura consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione del bene ai fini fiscali. In termini pratici, questo significa poter dedurre quote di ammortamento — o canoni di leasing — calcolate su un importo superiore a quello effettivamente sostenuto.
La maggiorazione si applica per fasce di investimento, rinnovabili ogni anno:
→ 180% sulla quota fino a 2,5 milioni di euro
→ 100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni di euro
→ 50% sulla quota tra 10 e 20 milioni di euro
Il beneficio rileva ai fini IRES e si recupera direttamente in dichiarazione dei redditi — non è un bando a sportello, non dipende da fondi disponibili, non si esaurisce.
La finestra temporale copre gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Cosa rientra nell’agevolazione
Sono agevolabili i beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, come definiti negli Allegati IV e V alla L. 199/2025: macchinari industriali, robot collaborativi, magazzini automatizzati, software gestionali, sistemi IoT, infrastrutture di cybersecurity e di intelligenza artificiale.
Tra le novità del decreto attuativo, è stato introdotto un nuovo gruppo di beni digitali infrastrutturali, che include le infrastrutture di sicurezza informatica (cybersecurity industriale, disaster recovery, protezione degli endpoint), le infrastrutture di calcolo per AI (high performance computing, machine learning, storage enterprise) e le reti 5G private.
Rientrano nell’agevolazione anche gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili — fotovoltaico, eolico, geotermico, biomasse — purché collegati alla struttura produttiva e dimensionati entro il 105% del fabbisogno energetico dell’impresa.
La procedura: tre fasi obbligatorie
Rispetto al passato, l’accesso al beneficio richiede oggi una gestione procedurale più strutturata. Le tre fasi si svolgono tramite la piattaforma informatica del GSE:
- Comunicazione preventiva — da trasmettere prima o contestualmente all’ordine, con indicazione dei dati dell’impresa, della tipologia e dell’ammontare degli investimenti previsti.
- Comunicazione di conferma — da trasmettere entro 60 giorni dalla notifica di esito positivo del GSE, con indicazione della data e dell’importo dell’acconto versato, che deve essere pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
- Comunicazione di completamento — da trasmettere al completamento degli investimenti, corredata dalla perizia tecnica asseverata e dalla certificazione contabile.
Il GSE dispone di 10 giorni per verificare la completezza di ciascuna comunicazione. Il mancato rispetto delle scadenze o delle modalità previste comporta la perdita del beneficio.
La documentazione richiesta
A differenza della precedente normativa, la perizia tecnica asseverata è sempre obbligatoria, indipendentemente dal valore dell’investimento. Deve essere rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, oppure da un ente di certificazione accreditato.
L’effettivo sostenimento delle spese deve essere attestato da una certificazione contabile rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti — o, per le imprese non obbligate, da un revisore legale iscritto nella sezione A del Registro MEF.
Un approccio integrato fa la differenza
La misura è rilevante. Ma la corretta qualificazione degli investimenti e la gestione puntuale degli adempimenti documentali sono la condizione perché il beneficio sia effettivo e duraturo.
In questo scenario, competenze fiscali e competenze tecnico-ingegneristiche devono lavorare in modo coordinato — dalla fase di pianificazione fino alla predisposizione delle perizie asseverate.
Se stai valutando investimenti nel 2026, è il momento di strutturare bene il percorso.